UNEP e l’International Institute of Refrigeration hanno pubblicato il
Cold Chain Technology Brief 2025 sulla refrigerazione commerciale, professionale e domestica, evidenziando il controllo della temperatura, il consumo energetico e le emissioni di refrigeranti come sfide chiave nelle fasi finali della catena del freddo. Il brief afferma che questi sistemi sono essenziali per preservare alimenti, medicinali e vaccini, ma rimangono vulnerabili a temperature incoerenti e a una manutenzione carente.
Il documento osserva che la refrigerazione commerciale, professionale e domestica è utilizzata dove i rivenditori o gli operatori della ristorazione conservano gli alimenti e dove i consumatori acquistano i prodotti. La refrigerazione commerciale include supermercati, negozi di prossimità, bar, ristoranti, distributori automatici, erogatori d’acqua, fontanelle e piccoli espositori. La refrigerazione professionale include ristoranti, caffè, punti di ristorazione veloce e alcuni supermercati. I frigoriferi domestici sono descritti come sistemi quasi universalmente integrali con un consumo elettrico da 20 W a 150 W.
Il controllo della temperatura rimane un problema importante. Il brief afferma che molti Paesi raccomandano la refrigerazione sotto i 5 °C (41 °F) e il congelamento sotto i -18 °C (-0.4 °F), mentre le condizioni operative effettive possono differire a causa di configurazione, calibrazione, aperture delle porte, sovraccarico e posizionamento della sonda. Osserva inoltre che l’esposizione al dettaglio è l’anello più debole della catena del freddo alimentare, a parte i frigoriferi domestici.
L’uso di energia è un’altra preoccupazione. La refrigerazione rappresenta dal 40% al 60% dell’uso di elettricità nei supermercati, mentre la refrigerazione professionale nell’UE è stata stimata consumare circa 118 TWh/anno nel 2020. Il brief afferma inoltre che i dati sull’energia della refrigerazione commerciale rimangono limitati in molte parti del mondo, inclusi Asia, Africa e America Latina.
Il rapporto afferma che i sistemi di refrigerazione hanno sia emissioni indirette dal consumo di elettricità sia emissioni dirette dalle perdite di refrigerante. Identifica refrigeranti a basso GWP, efficienza migliorata, migliore isolamento, controlli intelligenti e pratiche di manutenzione più solide come misure per ridurre le emissioni, osservando al contempo che le tecnologie di refrigerazione allo stato solido necessitano ancora di ulteriore sviluppo prima di poter competere nei mercati mainstream.
Il brief raccomanda linee guida armonizzate, programmi di formazione e quadri normativi per una refrigerazione sicura ed efficiente. Afferma inoltre che i Paesi possono considerare comitati nazionali per la refrigerazione per coordinare le politiche, integrare la refrigerazione nelle strategie climatiche ed energetiche e allineare gli sforzi con l’Accordo di Parigi e l’Emendamento di Kigali.